Starbucks torna a crescere
Two years ago, Starbucks was floundering. For the first time in its history, the company that made coffee part of our social scene saw U.S. same-store sales drop. Then the recession hit. Founder Howard Schultz, who had retired as CEO years earlier, took back the helm. His challenge: to rebuild Starbucks in the midst of a severe downturn.
Where do things stand now?
In any situation like this, there is no finish line. Having said that, we feel very positive about how we’ve transformed the company. We took out almost $600 million of cost. We closed underperforming stores. This has also been a dynamic period of innovation, with Pike Place Roast, the reinvention of food, the Starbucks rewards program and engaging with customers through social media. We are more nimble and disciplined, and customers are coming back. We are ready to start growing the company again.
Starbucks Via: una rapida e semplice recensione

L’ho comprato l’altro ieri, oggi finalmente sono riuscito a provarlo. Effettivamente è buono, effettivamente riesce ad avvicinarsi molto al normale gusto del Caffè Americano che si può ordinare da Starbucks; forse più al Freshly Brewed che alla versione classica (realizzata con l’espresso, per intenderci). Tuttavia è pur sempre un caffè instantaneo, non aspettatevi miracoli: questo lo si capisce senza troppa fatica, nonostante il gusto risulti esser migliore di quello delle altre marche produttrici di caffè solubile.
E’ disponibile in due versioni: Italian Roast e Columbia. Io le ho comprate entrambe, ma per ora ho provato solo la seconda. Almeno per adesso Starbucks ha deciso di venderlo solo in America e in alcuni Starbucks del Regno Unito (io sono riuscito a reperirlo, in tutta Londra, solo a Heatrow e a Portobello). E’ in vendita in due confezioni di taglio differente, una contenente sei bustine, l’altra dodici. Il packaging, anche se ad alcuni poco importerà, è ottimo.
Forse l’unica nota negativa di Starbucks Via è che con una bustina si riesce a preparare una tazza di non più di 177 ml, il che equivale a una bevanda ancor più piccola della versione Tall; va anche detto che un Tall Americano molto spesso risulta essere fino troppo grande e, in vita mia, non ho mai ordinato da Starbucks un Grande o Venti.
Starbucks rinnova le City Mug

Non so quanti mesi fa ciò sia accaduto, comunque mi sono reso conto solo pochi giorni fa che Starbucks ha cambiato la grafica delle City Mug. L’ho notato quando sono arrivato a Londra e, entrato in uno Starbucks, ho visto la City Mug della città, e pure quella dell’Inghilterra, totalmente ridisegnate, con un nuovo motivo.
Maledetti: mi tocca riiniziare la collezione dall’inizio. Io, che l’avevo quasi finita, se non altro quella relativa alle città europee.
Arnold Coffee: la recensione
Vi parlai dell’apertura di Arnold Coffee (uno Starbucks italiano) alcune settimane fa, promettendovi di tornare sull’argomento non appena avessi avuto l’opportunità di visitarlo e provarne il caffè di persona. L’ho fatto, Sabato scorso, e questa è la mia recensione del posto.
Il Locale
Uguale identico a Starbucks, lo ricalca in ogni suo punto. Il cartellone del menù, per esempio, con i disegni esplicativi realizzati nel suo stesso stile, o nei colori delle pareti, simili a quelli dei punti Starbucks. Anche i tavolini e le panche sono chiaramente ispirati alla sirena. La posizione è buona, di fronte all’università, e la capienza altrettanto.
Il Frappuccio
Forse la nota più dolente, non assomiglia a un Frappuccino e non è nemmeno tanto buono. E’ liquido, e finisce in pochi attimi. Ragione per cui se non si è tanto indisposti nel pagare a caro prezzo un Frappuccino da Starbucks, se non altro perchè la sua durata è considerevole, ci si ritrova piuttosto scontenti di aver pagato 4,20 euro per una bevanda liquida che in pochi secondi è terminata. La si beve infatti senza cannuccia (cosa che risulterebbe impossibile con il Frappuccino) e è più simile a un caffè shakerato a cui è stato aggiunto del latte.
Il caffè americano
Un’ottima trovata del locale è stata quella di aver deciso di offrirlo in due diverse opzioni: o realizzato con il metodo Starbucks (espresso + acqua calda) o nel metodo classico. Ottima anche la possibilità (esattamente come da Starbucks) di aggiungervi, da un tavolino a parte, cannella e altre spezie, oltre al latte e allo zucchero.
Tall, Large e 20
Le dimensioni delle tazze (Small, Medium e Large) sono naturalmente italianizzate, cosa che porta la versione Medium ad essere la corrispettiva Tall di Starbucks. Su di esse ho però due riserve:
- La prima è relativa al coperchio della tazza di cartone, che si è obbligati a rimuovere per poter bere il caffè. La cosa risulta piuttosto fastidiosa, soprattutto perchè non si riesce ad evitare la fuoriuscita della bevanda (ed è facile che accada, soprattutto se si va di fretta).
- La seconda è relativa ai bastoncini di legno, identici a quelli offerti da Starbucks per mescolare lo zucchero ma con una leggera differenza: la lunghezza. Sono infatti troppo corti e nel caso si prenda la dimensione Medium non arrivano al fondo della tazza (rendendoli inutili).
Oltre alle bevande
Non mi sono soffermato molto ad osservare quale fosse l’offerta del locale, ma mi pare che oltre alle bevande avesse anche delle brioches, donuts, fette di torta e insalate. Inoltre, su uno scaffale a parte, erano in vendita dei sacchi contenenti i chicchi di caffè in uso e le tazze di ceramica del locale.
Le persone
Ho osservato ovviamente cosa ordinassero le persone che entravano e ho notato che le bevande più popolari erano il caffè americano e quello italiano. Una nota positiva è il fatto che molte delle persone che vi hanno fatto una visita hanno deciso di fermarsi al suo interno a lungo, a parlare con qualcuno, anche se magari la bevanda da loro scelta era il caffè italiano (che finisce in pochi attimi e per questo avrebbero, volendo, potuto consumare in piedi).
It’s not just coffee. It’s Starbucks. (#1)

If your coffee isnt’ perfect, we’ll make it over. If it’s still not perfect, make sure you’re in a Starbucks.
La nuova campagna pubblicitaria lanciata dall’azienda.
Apre a Milano un locale ispirato a Starbucks

Dalla fine di Aprile ha aperto a Milano, nei pressi del Duomo, un nuovo bar che ha come obiettivo quello di portare l’esperienza di Starbucks e coffee house simili in Italia. Si tratta di Arnold Coffee, chiaramente ispirato a Starbucks Coffee, la cui anima è ritrovabile nelle sue bevande ma anche nel locale in sè, realizzato secondo le medesime linee.
Il bar offre infatti un ampia varietà di bevande, fra cui anche i Frappuccini (chiamati però Frappucci) e il classico caffè americano nella tazza di cartone da asporto. Tuttavia se non si è di fretta ma si ha, invece, del tempo a disposizione l’invito del locale è ben diverso, ovvero quello di fermarsi a rilassarsi al suo interno leggendo un libro o navigando in rete mediante la connessione WiFi gratuita.
Immagina un posto dove puoi assaporare un caffè all’americana, una calda cioccolata o una selezione dei nostri stupendi tè. Immagina di fare tutto, magari con una bella musica di sottofondo e di aprire il tuo computer o il tuo libro e passare tutto il tempo che vuoi come se fossi a casa.
Non avendo ancora avuto modo di provarlo non saprei fare un paragone fra le bevande offerte al suo interno e quelle di Starbucks, quanto queste riescano ad essergli simili. Tuttavia è già un considerevole passo avanti ed un buon modo per ovviare alla carenza di questo tipo di locali nel nostro paese.

La storia di Starbucks
E’ un video che risale al 30 Aprile, quello visibile all’apertura di questo post, un video pubblicato da Starbucks per avvisare i suoi consumatori più appassionati che l’azienda ha un nuovo progetto, una nuova idea pubblicitaria, un nuovo obiettivo: quello di raccontargli la sua storia, la sua origine, com’è nata, come si è evoluta, quali sono i suoi scopi, raggiunti e da raggiungere.
E’ un video girato dentro il primo Starbucks, quello di Pike Place, quando ancora Starbucks non era quotata in borsa, quando ancora non era un’azienda vera e propria ma solo un piccolo bar in cui bere dell’ottimo caffè. E’ un video in cui colui che l’ha fondata, attuale CEO, si incontra con alcuni dei primi Baristi e dipendenti per discutere su cosa incentrare la nuova campagna pubblicitaria, come realizzarla e su quali caratteristiche focalizzarsi maggiormente.
E’ arrivato il momento di raccontare la nostra storia, dice Howard. Forse le storie si raccontano verso la fine di un’avventura, quando oramai non c’è più molto da vivere ma tanto da rimpiangere. Forse si guarda indietro quando il meglio è passato ed è preferibile rivivere i momenti gloriosi, piuttosto che affrontare quelli tristi che ci riserba il presente. Forse non è un caso che proprio in questo periodo, in cui nonostante tutti i tentativi le azioni di Starbucks continuano a perdere quota, centinaia dei suoi store vengono chiusi (600) e Hear Music vede la fine, Starbucks decida di ricordare a noi cos’ha fatto e cosa ha voluto fare con la sua nascita.
L’unica cosa che possiamo fare, è ascoltarla.
Consumers and companies alike are going through profound changes based on complex and challenging economic realities. Everybody is looking for value, but value doesnt just mean whats cheapest, its about whats best for consumers, their families, their communities and the world around them.
Providing this value and living by our ethics is precisely what Starbucks has been doing for nearly 40 years and today we are poised to launch an extensive, long-term campaign to tell that story. As a loyal customer, we want to thank you for being an important part of our story and invite you to be among the first to discover the new campaign.
Starbucks 2.0

Starbucks ha da alcune settimane, in contemporanea con il rinnovo dello stile e della grafica del suo sito web, aumentato la sua presenza in rete aprendo diversi account sui servizi maggiormente noti e diffusi.
E’ dunque ora possibile recepire informazioni sull’azienda non soltanto dal suo sito ufficiale, ma anche da un canale di YouTube, il primo passo dell’azienda verso il Web2.0, un profilo ufficiale su Twitter e una fan page costantemente aggiornata su Facebook.
Quanto cartone puoi risparmiare, in 365 giorni?
Nuova pubblicità di Starbucks che tenta di invitare i frequentatori del locale a fare a meno del cartone, ovvero della tazza usa e getta che viene fornita quando si ordina un caffè “take away“.
Facendo leva su uno sconto di 10 centesimi su ogni bevanda Starbucks prova a invitare i frequentatori a portare con sé uno dei suoi termos (acquistabili nei suoi store, vicino alle casse), invece di farsi dare ogni volta un bicchiere nuovo da buttare a fine consumazione.

