Starbucks rinuncia all’Italia
Niente Starbucks in Italia. E’ questa la notizia diffusa ieri dal Financial Times, che avrebbe rivelato che Starbucks per ora non ha la minima intenzione di entrare nel nostro paese. La catena di caffè avrebbe invaso quest anno altri sei stati del mondo, portando la sua diffusione su un totale di 43 paesi. Il 2008 poteva finalmente essere l’anno in cui avrebbe fatto approdo anche da noi e, invece, pare che così non sarà.
I motivi sono molteplici, fra questi viene spiegato l’attaccamento che gli italiani mostrano verso i baristi, con i quali hanno uno stretto rapporto. La loro abitudine di recarsi sempre dallo stesso per lungo tempo, che finisce quasi per conoscerli a fondo.
Non si tratta di un problema di gusti, di offerta o di qualità, ma piuttosto di un problema di concorrenza, una concorrenza spietata che Starbucks non aveva fino ad ora trovato in nessun altro paese del mondo. Una concorrenza che offre un caffè a prezzi molto più bassi rispetto ai suoi e che, per questo motivo, avrebbe vittoria facile. E anche un problema di tempo: in Italia una tazzina viene consegnata dopo pochi secondi, da Starbucks bisogna attendere alcuni minuti; e sarebbe praticamente impossibile ridurre i tempi di attesa e velocizzare le consegne.
Howard Schultz, fondatore dell’azienda, ha dichiarato che se ancora si è tenuto fuori dall’Italia, il paese che gli ha dato l’idea per iniziare il suo business, è solo per una questione di umiltà, non perchè non rappresenti una proprità strategica, ma solo per rispetto.
Di seguito il video andato su La7 relativo alla notizia e l’articolo originale del Financial Times.
The Starbucks diaspora reached six more countries this year, including Russia and Egypt, bringing the total to 43. Among those countries where the chain is not: Djibouti, Mongolia, Italy. (I originally wrote “Jordan”, but it turns out Starbucks is there.)
Italians, as everyone knows, are fixated on their caffeine: the breakfast of champions is an espresso inhaled while standing up. It seems incomprehensible that Starbucks has not felt able to launch lattes in Livorno, or flog frappuccinos in Florence. Could 2008 be the year?
Many Italians feel their country is immune to invasion. Mention Starbucks and you will receive a load of steam and froth about the quality of the beans, the desirability of proper cups, an aversion to American imperialism and the all-powerful Italian barman, or barista, and his informed conversation on last night’s football.
Italians do cherish the barista who knows their order. It cannot be easy. One banker told me: “My barman has been at the same bar for at least 10 years. Even though the four of us [in the family] have different coffees – macchiato, cappuccino d’orzo, a marocchino and a cappuccio. We don’t have to order: he serves them as we enter.”
I should explain that a macchiato is an espresso with a dash of hot foamy milk, a marocchino is a bit like a small cappuccino with cocoa powder, a cappuccio is Milanese for cappuccino and a cappuccino d’orzo is not coffee at all but some substitute made of barley.
But Starbucks can play the bewildering game too. You could order a “half caff, dry, quad, tall white soy mocha”, and then settle down to your steamed white chocolate and (no foam) soya milk with two shots of regular and two shots of decaffeinated espresso, served in a 12oz cup.
It is true that the best Italian coffee would blow Starbucks away, but I suspect the chain could win on trendiness and innovation. The reasons for Starbucks’ absence are more mundane.
Starbucks would be pitched into huge competition in Italy without offering a better price. An espresso in Italy usually costs less than €1, while a double espresso is €2 at Starbucks in Paris and you cannot buy a single. Service would have to be faster – Italians expect their coffee in seconds.
Also, foreign multinationals have historically had a hard time navigating planning laws in Italy to build a network quickly and with enough scale.
Howard Schultz, the man most closely associated with Starbucks’ success, derived his ideas from a trip to Italy. “It’s more out of humility and respect that we’re not in Italy,” the company told me. “We would want to be very careful . . . It’s not for business reasons and Italy is not less of a strategic priority.”
Maybe so, but the company has made more of a priority of 43 other countries first. Whatever the logic, I’m sure the barista on Venus is more worried than the one in Venice.


31 Responses to “Starbucks rinuncia all’Italia”
NOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!
Uffa!!!!
Peccato (almeno per il momento).
Però va detto che l’eccezione siamo noi;
Molte delle cose c’erano già dette su questo blog. Secondo me i reali motivi non sono tanto la concorrenza (esiste anche qui in germania per dire ed è serrata quanto in italia) ma piuttosto:
1) il prezzo. A SB proprio non scende giù il caffè a 70€cents
2) la logistica che in italia è un incubo.
La velocità non mi pare un problema. almeno io non ho mai aspettato da SB.
CMQ non credo sia un addio definitivo, solo momentaneo.
[...] Se la cosa prenderà veramente la luce o rimarrà solo un progetto lo si scoprirà solo in futuro, infatti sono molti i brevetti che la mela registra e solo pochi di questi, alla fine, vengono realmente utilizzati. Comunque a noi poco importa la cosa, visto che come riportava una notizia risalente a pochi giorni fa, Starbucks pare aver rinunciato ad entrare in Italia. [...]
Tutti i motivi sono più che fondati.. Da noi le catene USA non attaccano, lo stesso MacDonald’s stenta.. Noi abbiamo un rapporto molto più personale con gli esercenti.. Non ci abitueremo mai alle cose fatte in serie.. Peccato perchè Starbucks era figo..
in italia starbucks afrebbe vita difficilissima, tra i tipi di caffè e le tipologie di gusto, e considerando che non saprebbero fare tutte le migliaia di specialità differenti da singolo paesino a paesino, in italia un barista tipicamente sente in 5 minuti 50 ordinazioni del tipo:
caffè
caffè lungo
macchiato poco caffe decaffeinato
corretto
espressino
cappuccuccio
caffè
cappuccio alto in schuima
tazza fredda macchiato corretto
ecc ecc ecc
con altro 3000 diversi cambiamenti….
poi mostri come lavazza illy segafredo e le torrefazioni locali ….
Da buon frequentatore di “café” in italia a me non pare che in Italia ci sia poi questa richiesta di tante “varianti” dell’espresso. Mi sembra più roba da vecchi impiegati che vanno al bar la mattina o da cartone animato di bozzetto
Poi ll menù di SB e molto molto ricco.
Quello che per molto italiani sembra difficile da capire è che SB non è un “bar”, si avvicina ad una caffetteria “a la carte” pur ovviamente restando una catena di una multinazionale. PErsonalmente ritengo che il “tagert” non sia esattamente lo stesso di un tipico bar italiano. Qualche punto vendita in grandi città come roma o milano non avrebbe assolutamente problemi a restare in piedi; vuoi anche per i soli turisti che sono abituati ad avere punti di riferimento in terra straniera.
Bontà loro i capoccioni di SB vogliono tutto o niente o chissà quali altri motivi li frenano.
Buona anno a tutti i caffeinomani
Segnalo la raccolta di firme pubblicata sul sito: http://www.firmiamo.it/starbucksinitalia - dobbiamo aderire tutti!!!!!!!
Sadness!!!
C’é Lino’s coffee perché mai non dovrebbe funzionare uno SB.. siamo pieni di turisti che lo userebbero come punto di riferimento!!
[...] Se la cosa prenderà veramente la luce o rimarrà solo un progetto lo si scoprirà solo in futuro, infatti sono molti i brevetti che la mela registra e solo pochi di questi, alla fine, vengono realmente utilizzati. Comunque a noi poco importa la cosa, visto che come riportava una notizia risalente a pochi giorni fa, Starbucks pare aver rinunciato ad entrare in Italia. [...]
Per conto mio la ragione principale perché Starbucks non atecchirà in Italia (per fortuna), è molto semplice: il loro caffè fa schifo - bruciato e amaro.
sono d’accordo con chi sostiene che è un prodotto diverso da non confrontare con la “tazzullella’i ‘cafè..ma come ogni esercizio se condotto bene e con un pizzico di sale Italiano..potrebbe vivere, in un grande centro.
[...] Se la cosa prenderà veramente la luce o rimarrà solo un progetto lo si scoprirà solo in futuro, infatti sono molti i brevetti che la mela registra e solo pochi di questi, alla fine, vengono realmente utilizzati. Comunque a noi poco importa la cosa, visto che come riportava una notizia risalente a pochi giorni fa, Starbucks pare aver rinunciato ad entrare in Italia. [...]
ciao ragazzi, io trovo davvero ingiusto privare gli italiani della possibilità di entrare da starbucks nel loro paese! quando sono in città e ho del tempo da attendere, ad es. prima di andare in università, vorrei tanto entrare in un luogo così e leggere davanti a caffè e muffin!! i bar italiani sono spesso deprimenti, non mi piace rimanere lì più del tempo necessario…SONO STUFA DEL SOLITO CAFFE’ E DELLE SOLITE BRIOCHES…io faccio lo sciopero dell’espresso. e poi, scusate, perchè in Italia non si usa dare caffè etc. da asporto?ci sono solo tazze e tazzine: e se volessi bermi il cappuccino camminando, o sulla metro?bè, si può andare da McDonald’s ma c’è puzza di fritto..insomma non è una caffetteria!!! non sopporto più l’immobilismo della mentalità italiana, legata sempre alle stesse idee tradizionali.
e poi, se arrivasse davvero starbucks anche da noi..vorrei vedere chi non ci va..certo,vanno aperti nelle città e non nei paesi…altrimenti cosa guardi fuori dalle vetrate mentre sorseggi il tuo frappuccino???(anche questa storia della finestra sul mondo fa parte del fascino di starbucks!) non ci resta che attendere…prima o poi sono sicura che lo sbarco avverà anche in Italia, con il consueto millenario ritardo.
saluti a tutti.
Lorelay che dire sono completamente d’accordo con te. Alla gente che fa schifo frega niente se c’è chi piace… alcuni pensano sia davvero inconcepibile. Tra l’altro si ci sono tantissimi bar belli e buoni bla bla ma ce ne sono tanti che fan schifo di uno squallidume atroce, se c’è posto per loro …
Il vero problema credo sia davvero il prezzo che sarebbe poco concorrenziale
io piango!!! amo Starbucks… quando vado all’estero e ne trovo uno, mi ci ficco dentro e addio a ciò che c’è fuori… mi piace l’idea di vivere il “cafè” come se fosse un luogo pubblico in cui fermarti, studiare, leggere, riposare…. con le sue comodissime poltrone e le tazzone gustosissime….
il caffe’ di starbucks fa schifo.
agli italiani non passa neanche per la testa di prendere un caffé normale (espresso, perché il brodolone americano non viene neanche preso in considerazione) e portarselo in strada.
tutti gli italiani si fanno il caffé a casa (moka o macchinetta per espresso).
c’e’ un bar ogni 50 metri in ogni città italiana.
mi sembra che bastino come motivi per evitare ’sta colonizzazione culturale priva di fondamento.
oddio ma nooooooo ma sti cazzi che starbucks rinuncia all’italia, ma io vado in america e gli tiro le orecchie, oddio non possono farmi questo porca miseria!!!
io me nè frego se ogni 50 metri cè un bar o che altro, non mi iinteressa niente del caffè italiano, io ho bevuto il caffè da starbucks ed è buonissimo, e pure il frappuccino, ma qui in italia se chieid un frappuccino, secondo vooi ve lo fanno? una volta ho provato a chiederlo in un bar e mi hanno guardata come se gli aveessi chiesto di andare su marte, ma xkè la gente è così idiota in italia?? xkè non capiscono una mazza su queste cose? e poi come ha detto lorelay, xkè qui appunto nonci sono i classici bicchieri d’asporto di plastica o di polistirolo??? non esistono, ma qui in italia nessuno vuole modernizzarsi? che sarebbe anche ora, basta con le tazzine d’asporto, noi vogliamo i classici bicchieri americani ca**o!!!
io voglio ed esigo starbucks qui in italia!!!
messaggio a tutti gli amanti di ” starbucks”: vivo da 20 anni piu omeno in inghilterra. credetemi la cosa + difficile all’inzio ,specialmente , e stata di nn poter andare al bar dell’angolo x bere un cafe decente , almeno quello dopo un pasto di m… bene l’avvento di sturbuks.. ovviamente x la media degli inglesi e x alcuni che nn capiscono niente di buon gusto ( nn essendo vissuti all’estero ) le mie risuteranno fandonnie.. il chicco di caffe risulta alla vista ancora verde quindi tostatura sbagliata. c se hai la fortuna , rarissima di incappare in un barista italiano ( come tutti le altre catene vedi Costa Nero ecc.)ti potrebbe succedere di bere un caffe decente altrimenti e completamente bruciato , dovuto ovviamente al modo di fare di chi nn sente veramente suo il prodotto. starbucks ovviamente lo pubblicizza come la miglior” miscela” del mondo.. meglio nn pronunciarsi .
sono momentaneamente estasiato dal fatto che nn abbia ankora invaso l’italia almeno quando quelle poche volte che ritorno a rimini mi posso godere tutti caffe decenti che voglio.. starbucks ma va a cag….!
Sono d’accordo con tutti coloro che vogliono STARBUCKS! è LA FINE DEL MONDO! il meglio di SB non si trova nel caffè (quello italiano non si batte!)ma negli altri mille gustosi intrugli, primi fra tutti il mitico Frappuccino!! Vi prego nn privateci di queste bontà!…Ogni volta che vado all’estero la prima cosa che cerco è SB, e xkè non posso trovarmelo tranquillamente sotto casa?? Provatelo a mettere nelle grandi città e sopratutto negli aereoporti, sfido chiunque a fermarlo!!! VOGLIO STARBUCKS!
secondo me Starbucks potrebbe benissimo esserci,in una grande città come Milano, che è capitale della moda, e li tutti conoscono queste cose molto fashion alla Paris :)…potrebbero metterlo nella Rinascente… Vogliamo STARBUCKS!
spero davvero che non apra mai in italia, e che chiudano anche le altre “maledette” catene americane.
Mi spiegate cosa ci provate a mangiare (male) in posti tutti uguali fra loro?
viva la diversità!
Giusto così, anche come qualità, obbietivamente, non sono al livello di un Illy o di un Pellini…
starbucks deve esistere in italia x tutti gli italiani ke lo conoscono e ke quando vanno all’estero fanno tappa fissa x un tazo chai tea latte!!!!!! e anke x tutti i turisti ke quando vengono in italia non kiedono l’espresso ma un caffè americano!!
!!!
volevo dire a lorelay che se al bar chiedi un caffè da portare via te lo danno nel bicchierino di carta con tanto di tappetto e zeppetto per girare…. basta sputa schifo sull’italia in ogni occasione..i nostri bar so tanto belli e basta co ste cazzarole de cose straniere…
Voglio un Frappuccino Strawberries ‘n Crème!
Ne ho una dannata voglia da luglio, quando sono tornata d New York.
Le persone che conosco tornate dall’estere e che hanno assaggiato qualsiasi cosa da SB hanno espresso il desiderio di vederlo anche in Italia.
Non avrebbe vita difficile, anzi!
U_U se non mi servono il caffè entro 30 secondi io me lo faccio da solo.
scusate ma chissene frega se in Italia vogliamo il ocntatto con il\la barista ….il caffè di SB è il migliore in assoluto ..non parliamo di velocità ,correttezza e accoglienza dei punti vendita e nemmeno di prezzi …in piazza Duomo a Milano un espresso lo pago anche 2 o 3 euro ..allora un bicchierone di caffè caldo sarei disposta a comprarlo anche a prezzo non economico …
in Italia si pensa solo ai tradizionalisti ma alla gente che vorrebbe un po’ di apertura e internazionalizzazione gli si risponde a pesci in faccia …..vorrà dire k andremo all’estero a bere da SB!!!!!!!!!!!
Ma state calmi ragazzi. Lasciate che gli americani facciano gli americani e gli italiani gli italiani.
Se sapeste come funzionano le cose vi fareste abbindolare meno dalle apparenze. Difendete la spontaneita’ italiana, siamo fortunati che almeno il caffe lo possiamo prendere non piegati delle leggi del marketing, non quello all’americana perlomeno, dove si fanno sei mesi di riunioni per trovare il modo migliore per mentire al pubblico senza incorrere in conseguenze legali.
Aprite gli occhi ed accendete il cervello …
Non è questione di fare o non fare i filoamericani. Voglio poter scegliere, come possono scegliere in Svizzera, Polonia, Turchia, Grecia, Spagna.
Riguardo al prezzo poi…
Vi sembra più conveniente spendere 90 centesimi per 30ml di caffè da prendere in piedi in 2 minuti?
Si.
VOGLIO STARBUCKS IN ITALIA!!! In tanti bar in Italia quando bevi un caffè ti penti di averlo bevuto x quanto era schifoso e sono capaci di fartelo pagare anche più di 1 €. meglio allora andare da STARBUCKS e scegliere tra diverse varianti di caffè, capuccini e tante altre bevande gustose. SB x iniziare dovrebbe aprire a MILANO e Roma inclusi gli aeroporti Fiumicino e Malpensa. Gli Americani ci amerebbero ancora di più!!!
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